CREMA AI MANDARINI BIOLOGICI

mandarini 1

 

 

 

 

 

 

 

Ingredienti:

  • 4 mandarini biologici al 100%
  • 1 uovo
  • 35 g. di zucchero
  • 20 g. di farina
  • 100 ml. di latte

 

Procedimento:

Spremete i mandarini, ricavandone il succo. In un pentolino portate ad ebollizione il succo dei mandarini, assieme alla scorza grattugiata di un mandarino, che deve rigorosamente essere biologico e con la buccia non trattata. Lasciate sul fuoco sino a quando il succo si sia ridotto più o meno della metà.

A parte sbattete l’uovo con lo zucchero, aggiungete la farina, mescolate energicamente. Scaldate leggermente il latte ed aggiungetelo al succo di mandarino,  versate tutto nell’impasto di uova e riportate il tutto sul fuoco.

Fate cuocere lentamente sino a quando raggiunge di nuovo il bollore, e lasciate a fiamma bassa sino a quando la crema risulti omogenea e bella cremosa.

Lasciate raffreddare e utilizzate come meglio preferite.

LE PROPRIETÁ BENEFICHE DEL MANDARINO

mandarinoIl mandarino (Citrus reticulata) appartiene alla famiglia delle Rutacee (genere citrus insieme al cedro e al pomelo) ed è un albero da frutto. Dei tre appartenenti al genere Citrus è l’unico frutto dolce. Il suo arbusto è alto poco più di due metri e, in alcune particolari varietà, può arrivare anche a quattro. Ha la forma di una piccola sfera leggermente appiattita sopra e sotto e le sue foglie si presentano piccole e profumate. La polpa ha il classico colore arancio chiaro ed è costituita da piccoli e succosi spicchi. Anche la buccia, sottile e profumata, è arancione ed è molto facile rimuoverla per assaporare il frutto. Il mandarino generalmente viene consumato fresco ma è anche particolarmente apprezzato sotto forma di frutta candita o marmellata. Un albero adulto può fornire circa 600 frutti all’anno, considerati molto preziosi per la salute, specialmente nei mesi autunnali e invernali quando le difese immunitarie si abbassano e si è quindi più esposti ai “mali di stagione”. I mesi migliori per acquistarli sono da gennaio a marzo e a dicembre ma occorre dire che in quest’ultimo mese generalmente raggiungono il massimo della maturazione e quindi del gusto.

Caratteristiche del mandarino
Per capire se un mandarino è buono basta “testare” il suo peso (che deve essere consistente rispetto al volume); inoltre la buccia deve essere tesa e molto “attaccata” alla polpa. Il frutto va consumato dopo aver tolto la buccia, facendo molta attenzione a non intaccare la polpa interna. Va conservato in luogo fresco e asciutto per una settimana al massimo. La “dose” giusta per una persona è rappresentata da due frutti. Le sue proprietà benefiche sono innumerevoli, per questo vale la pena di consumarlo con regolarità.

Le proprietà del mandarino
Il mandarino ha notevoli proprietà terapeutiche. Del frutto non si butta nulla: la sua buccia infatti è piena di limonane (principio antiossidante) che ha la caratteristica di ritardare l’invecchiamento della pelle e sempre dalla buccia si estrae un olio essenziale in grado di calmare l’ansia e combattere insonnia e ritenzione idrica. Molto ricco di vitamina C, essenziale per mantenere reattivo e vigile il cervello, il mandarino è anche ricco di fibre e carotene e possiede anche molte vitamine del gruppo B e vitamina A, oltre ad una consistente percentuale di ferro, magnesio e acido folico. In considerazione della notevole quantità di fibre in esso presenti, il mandarino risulta particolarmente indicato per il benessere dell’intestino e viene indicato nelle diete perché si presenta come un frutto nutriente e facilmente digestivo. A differenza di altri agrumi, i semi del mandarino, anche se masticati, non solo non fanno male ma apportano vitamine. La polpa del mandarino (ricca di vitamina C), è utile per prevenire il raffreddore e protegge mucose e capillari, la vitamina P, invece, combatte la ritenzione idrica e favorisce la diuresi; inoltre contiene calcio, potassio e fibre, indispensabili per le ossa e per l’intestino e regola la pressione arteriosa. Gli scienziati del National Institute of Fruit Tree Science e anche altri studi paralleli sostengono che il mandarino avrebbe proprietà antitumorali (sembra che bere un bicchiere di succo di mandarino al giorno riduce il rischio di sviluppare il tumore del fegato) e proteggerebbero il cuore. I ricercatori australiani sostengono, inoltre, che il consumo di arance e mandarini ridurrebbe del 50% le probabilità di cancro del tratto digestivo e del 20% di ictus.

Valori nutrizionali del mandarino per 100gr. di prodotto
Proteine: 0,9
Lipidi: 0,3
Glucidi: 17,6
Fibre: 1,7
Vitamine:A, B, C, PP
Minerali: Ferro Potassio, Calcio, Fosforo
Calorie: 72

Fonte benessere .com

Una spremuta di arancia biologica per iniziare la giornata

sprem 5Una spremuta di arancia biologica è perfetta per iniziare la giornata.

Bevendo 100 ml di succo di arancia è possibile coprire per intero il fabbisogno giornaliero di vitamina C di cui il nostro corpo ha bisogno.

Il succo fresco di arancia  è ricco di vitamina C, vitamina B, potassio, zinco, calcio, magnesio e selenio. Inoltre, contiene flavonoidi in abbondanza, molto utili per l’organismo,  è di aiuto per le articolazioni grazie al suo potere anti infiammatorio.

Il succo di arancia  ha un basso contenuto calorico, un bicchiere da 15 cl contiene 49,5 calorie, mentre uno da 25 cl ne contiene 82,5.

Il succo di arancia  è un concentrato di benessere e un valido alleato del nostro organismo.

Le proprietà benefiche dell’arancia

clip_image001 Il citrus aurantium, ossia l’arancio, è un albero da frutto che appartiene al genere Citrus (famiglia Rutaceae) e il suo frutto è chiamato arancia. Può essere alto fino a 10 metri ed è caratterizzato da foglie allungate e piuttosto corpose e da splendidi fiori bianchi. I suoi germogli sono sempre verdi e i suoi frutti sono costituiti da bacche piuttosto grandi, chiamate anche esperidi. Per trovare l’origine del nome bisogna risalire alla mitologia greca in cui si parla appunto dell’arancio e si narra di come questi alberi crescessero nel giardino delle Esperidi, tre bellissime fanciulle, figlie di Atlante e della Notte. L’origine dell’albero si fa risalire alla Cina e al Giappone, ma è anche molto facile trovarlo in Spagna, Grecia e Italia, dove è stato importato prima dagli arabi ed in seguito dai mercanti genovesi. Si ritiene che sia stato diffuso in Italia nel XIV sec, in particolare in Sicilia, dove da allora gli aranceti rappresentano il caratteristico paesaggio delle campagne e dove se ne coltivano molte varietà.
Le arance
Il termine “agrumi” con il quale si classificano le arance, si riferisce al suo gusto acidulo o agre, ciò che vale anche per i limoni, i pompelmi, le clementine e il cedro. Sono il frutto che caratterizza l’inverno: infatti la sua maturazione avviene dal mese di novembre fino alla primavera e si possono raccogliere addirittura fino a giugno – luglio e i frutti che possono essere raccolti in un anno sono circa 500.
Esso si presenta con una scorza esterna piuttosto ruvida chiamata pericarpo, che inizialmente ha una colorazione verde ma, via via che avviene la maturazione, il colore varia dal giallo all’arancione, fino ad arrivare al rosso. La parte interna si chiama invece endocarpo, è naturalmente commestibile, polposa e suddivisa in spicchi più o meno sugosi, a seconda delle varietà: nei mercati infatti, generalmente le arance cosiddette “da tavola” vengono separate da quelle che si acquistano unicamente per la spremitura. Ma anche la buccia di questo agrume viene sfruttata: da essa infatti si ricava un olio essenziale e spesso viene trattata per realizzare “canditi”, ottimi per la preparazione di alcuni caratteristici dolci.
Le proprietà
Le arance rappresentano una importante fonte di vitamine: soprattutto la C e la A, ma anche una larga parte di quelle del gruppo B, (in particolare Tiamina, Riboflavina e oltre alla vitamina PP ovvero la Niacina) e per il fabbisogno giornaliero di vitamina C, basta consumare 2 o 3 arance al giorno. La vitamina C è importante innanzitutto perché contribuisce a rafforzare il sistema immunitario e aiuta quindi a prevenire raffreddori e malattie da raffreddamento. Ma non è tutto: le arance “vantano” anche un elevato contenuto dibioflavonoidi, sostanze che assieme alla vitamina C, sono molto importanti soprattutto per la ricostituzione del collagene del tessuto connettivo. Per questo motivo possono favorire il rafforzamento delle ossa e dei denti, ma anche delle cartilagini, tendini e legamenti. Anche a livello di connettivo delle pareti dei vasi sanguigni, il binomio tra vitamina C e Bioflavonoidi può aiutare nella prevenzione della fragilità capillare e può migliorare in generale il flusso venoso. Una buona notizia quindi per chi soffre di cellulite, perché migliorando la circolazione sanguigna si può evitare la formazione del “ristagno” del sangue, principale causa dell’insorgenza dell’ inestetismo. Inoltre la qualità “rossa” delle arance è molto ricca di antocianine in grado di contrastare con successo, gli stati infiammatori. La vitamina C contenuta nell’arancia ha evidenziato, oltre a ciò, proprietà antianemiche poiché favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi. E ancora: l’arancia è particolarmente ricca di terpeni che, assunti regolarmente in una dieta ricca di frutta e verdura, si sono rivelati molto efficaci nella prevenzione dei tumori del colon e del retto. Tra i terpeni occorre ricordare il limonene, contenuto nella buccia delle arance, dei limoni e dei pompelmi che, grazie alla sua capacità di contrastare gli effetti degli estrogeni, aiuta a proteggere dal cancro alla mammella. Di questo frutto non si spreca veramente nulla poiché anche la scorza bianca interna, contiene una discreta quantità di fibra alimentare solubile, che funge da vero e proprio equilibratore nella regolazione dell’assorbimento degli zuccheri, dei grassi e delle proteine. D’altronde, non a caso, tutti gli specialisti consigliano di assumere fibre alimentari per prevenire il diabete e l’arteriosclerosi e migliorare la funzionalità intestinale La vitamina B invece combatte l’inappetenza e favorisce la digestione, (basta infatti realizzare un decotto ottenuto cocendo in un litro di acqua due o tre bucce d’arancia, per combattere la cattiva digestione), mentre i caroteni, precursori della vitamina A, sono utili per la salute degli occhi, della pelle e nella prevenzione delle infezioni.

Valori nutrizionali dell’arancia

Valori per 100 grammi:
• Parte edibile: 80 g – 34 Kcal
• Proteine animali: 0 g
• Proteine vegetali: 0,7 g
• Carboidrati: 7,8
• Grassi: 0,2 g
• Fibre: 1,6 g
• Ferro: 0,2 mg
• Calcio: 49 mg
• Vitamina C: 50 mg

Fonte: benessere .com

Grasso sì, ma salutare: le 5 proprietà dell’avocado

Halved avocadoSilvia Pasqualotto – Kataweb – 

È il cibo più di moda, onnipresente anche sui social network. Gli si attribuiscono proprietà miracolose. Consumi ha cercato di capire cosa c’è di vero con l’aiuto di una nutrizionista

Ha la forma di una melanzana ma viene considerato un frutto. È verde scuro, con la buccia rugosa e un grosso nocciolo affondato nel mesocarpo, la polpa oleosa custodita al suo interno. Ma soprattutto è il cibo più di moda. Sui social network abbondano le foto di panini e tost da cui spuntano fette spesse del frutto verde o la salsina che si ricava unendolo con il succo di lime, il guacamole. E c’è persino chi come Kim Kardashian lo usa come maschera di bellezza unendolo al miele e allo yogurt.

Il motivo di tanto successo? Sembrebbe che l’avocado sia un frutto portentoso da molti punti di vista. C’è chi dice che combatte l’invecchiamento cellulare, è un toccasana per il cuore, ha poteri infiammatori, è ottimo per i capelli secchi e pare prevenga persino il morbo di Alzheimer e aiuti la ripresa dalla depressione. Kataweb Consumi ha cercato di capire cosa c’è di vero con l’aiuto della dottoressa Laura Rossi, nutrizionista e ricercatrice al Crea, l’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

Fa bene al cuore. “L’avocado è ricco di grassi insaturi e omega 3 che hanno un effetto protettivo sul cuore ”, spiega l’esperta. “Inoltre, come tutti i prodotti vegetali, è privo di colesterolo e quindi, ancora una volta, aiuta la salute dell’apparato cardiovascolare”.

Ricco di vitamine. Questo frutto è una buona fonte di vitamine come la A, la E e quelle del gruppo B. “Tutte sostanze che sono fondamentali per il nostro corpo e la cui assenza è incompatibile con la vita”, chiarisce Rossi. Come tutta la frutta e la verdura anche l’avocado è perciò una fonte di antiossidanti naturali che aiutano a prevenire il cancro e contrastano l’azione dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare. “Questo non significa però – puntualizza l’esperta – che mangiando l’avocado si otterrà una pelle da favola o si assumeranno tutte le sostanze antiossidanti di cui il nostro organismo ha bisogno. La reale efficacia degli antiossidanti non deriva da quella singola vitamina ma dal loro mix che si trova solo in natura all’interno della frutta e la verdura. Per questo motivo noi nutrizionisti raccomandiamo di assumere almeno 5 porzioni al giorno di questi alimenti”.

Fonte di potassio e magnesio. “L’avocado, proprio come le albicocche, i datteri e le banane, è molto ricco di potassio. Una sostanza indispensabile per un normale sviluppo corporeo, per il funzionamento dei muscoli e per il normale funzionamento del tratto intestinale”. La nutrizionista però raccomanda: “chi soffre di insufficienza renale dovrebbe consultare il proprio medico per verificare quali cibi può assumere e quali no visto che i cibi troppo ricchi di potassio e magnesio non sono indicati per queste patologie”.

Buono, ma grasso. L’avocado è, dal punto di vista nutrizionale, molto simile alle olive poichè, a differenza della frutta e della verdura, contiene un alto quantitativo di grassi. Rossi chiarisce infatti che: “Se un’oliva contiene circa il 15% di grasso, l’avocado può arrivare anche al 30%. E anche per quanto riguarda le calorie l’avocado ‘vince’ sulle olive. 100 grammi del primo ne contengono anche 240, mentre le olive si fermano a 140. E tuttavia, nonostante l’alto contenuto nutritivo, l’avocado è comunque da preferire alle altre fonti di grassi, soprattutto di quelli animali o raffinati”.

Il segreto sta quindi nel suo corretto utilizzo. “Una donna che non pratica attività sportiva – consiglia l’esperta – non dovrebbe consumarlo più di due volte alla settimana. Per un uomo le dosi possono essere raddoppiate. È però importante tener conto del proprio fabisogno nutritivo per dosarlo nel modo corretto”. Dovrebbero invece fare molta attenzione le persone che vogliono dimagrire e che sono a dieta. “Negli ultimi anni è diventato di gran moda il guacamole, una salsina a base di avocado che spesso viene servita con patatine e altri cibi grassi. Questo accoppiamento è però sbagliato perché, essendo l’avocado molto grasso, anche il guacamole non andrebbe associato ad altre fonti di grassi nel corso dello stesso pasto”, conclude l’esperta.

L’olio di bellezza. “Dall’avocado si estrae anche un olio che viene usato soprattutto in cosmetica visto che il suo sapore, un po’ aspro, non è molto adatto alle preparazioni gastronomiche”, racconta Rossi. Grazie all’alto potere nutriente l’olio di avocado è, infatti, ideale per curare la pelle secca e disidratata e anche i capelli sciupati. In rete si trovano moltissime ricette sia base di olio di avocado che della sola polpa.

Occhio alle bufale. Insomma, l’avocado ha tante virtù, vere e dimostrabili. Allora perché inventarne di nuove? Non è vero, come alcuni siti sostengono, che questo frutto aiuti a prevenire l’insorgere di malattie degenerative come l’Alzheimer. O almeno, non è stato dimostrato. La nutrizionista spiega che per questa patologia “non si conoscono strategie nutrizionali preventive, al di là della generica ‘dieta sana’”.